Brulotti

Semplici galleggianti carichi di materiale esplosivo lanciati alla deriva nel tentativo di incendiare le navi nemiche, in senso figurato i brulotti sono piccole idee suscettibili di provocare danni nei luoghi comuni che rendono triste ed opaca la nostra esistenza. Ogni pretesto è buono per simili tentativi: la riflessione su un fatto del giorno, l'intervento in una lotta, l'annuncio di una iniziativa, la riproposizione di testi dimenticati...

In stato di guerra

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In stato di guerra

M. B.
 
Tenersi nel ricordo di questa verità:
qui, dove possiamo dire tutto o quasi, non possiamo che parlare in territorio nemico, in uno spazio in cui ogni parola, intercettata dall'avversario, sarà messa al suo servizio — un nemico amichevole, benevolo, feroce. Non siamo mai abbastanza consapevoli di questo: apparteniamo a una società contro cui siamo in stato di guerra; abitiamo in zona occupata. Tra il 1940 e il 1944 un numero abbastanza elevato di persone, per istinto o per riflessione, è stato consapevole di ciò che bisognava fare per vivere, agire e pensare in dissenso con la legge imposta. […] Detto senza giri di parole. La verità: anche qui dobbiamo sentirci (comportarci come) i neri di una società bianca; neri contro la nostra bianchezza, neri in lotta contro i più forti, pronti ad organizzare la segregazione a loro spese, cioè a rovesciarla contro di loro, anche se dovesse essere contro di noi.

Le giravolte di Lecce

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Le giravolte di Lecce: una città frantumata

 

Un filo rosso sembra attraversare le storie vissute nel quartiere delle Giravolte di Lecce. Un luogo ormai quasi frantumato dopo l’arrivo di una palazzinara affarista, dal nome Beatrice Baldisser, che ne trasformerà il volto e il tessuto sociale in maniera irreversibile. E dopo la morte di questo quartiere, Lecce potrà dirsi una città completamente trasformata. In cambio ci sarà tanta movida e locali alla moda, ristoranti e alberghi e i diffusissimi B&B. E tanti tanti turisti. In molti saranno contenti di un turismo che consuma la città, ma pochi rifletteranno sul fatto che questo fenomeno, conosciuto ormai anche in tante città del mondo è di fatto un processo violento, disumano e omologante. Violento e disumano perché dà vita ad un assioma: caccia i poveri per fare spazio ai ricchi. O meglio caccia tutto ciò che è indesiderabile e stonato rispetto a un quadro omologato di turismo, per fare spazio al denaro con il quale tutto diventa fruibile e senza il quale tutto diventa vietato.

E se?

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E se?

 
Dopo l'incendio parziale della cattedrale di Notre-Dame de Paris, oggetto di un gran profluvio di lacrime lo scorso aprile, lo Stato non ha mancato di appellarsi ad una rinnovata unità nazionale approfittando del 75° anniversario dello sbarco in Normandia. Alla presenza di un bel mondo composto da assassini gallonati ed altri capi di Stato, si è svolta in particolare una cerimonia di consegna di berretti verdi ai giovani ammessi nelle truppe d'elite dell'esercito francese (i commando della Marina). In questa occasione, sarebbe probabilmente sembrato sconveniente collegare i due avvenimenti di aprile e giugno, sottolineando che ovviamente nella storia c’è cattedrale e cattedrale. Come quella di Parigi, il cui incendio accidentale può essere trasformato in dramma esagonale destinato a far serrare i ranghi, o come quella sempre gotica di Rouen, il cui incendio doloso di settantacinque anni prima è da dimenticare, in quanto causato da un esercito alleato. Sventrata per la prima volta da sette missili durante i bombardamenti anglo-americani del 19 aprile 1944, quando 6.000 bombe piombarono sulla città, anche la sua guglia di Saint-Romain venne bruciata il primo giugno di quell’anno dagli stessi aerei militari. 

Un film

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Un film

«Il programma di questa sera non è nuovo
Questo spettacolo lo avete visto e rivisto
Avete visto la vostra nascita la vostra vita la vostra morte
Potreste ricordarvi tutto il resto
Avete avuto un buon mondo quando siete morti?
Bello abbastanza da farci un film?»
 
Il 5 marzo 1998 vengono arrestati a Torino tre anarchici con l'accusa di aver compiuto dei sabotaggi contro i cantieri dell'Alta Velocità in Val Susa. 
Il 28 marzo 1998 uno di loro, Edoardo Massari, detto Baleno, viene trovato impiccato nel carcere di Torino.
L'11 luglio 1998 anche la sua compagna Maria Soledad Rosas dà l’addio a questa esistenza, mentre si trova ristretta agli arresti domiciliari.

Contro lo smartphone

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Contro lo smartphone

 

È sempre lì, è sempre acceso, non importa dove siamo o cosa facciamo. Ci informa su tutto e su tutti: cosa fanno i nostri amici, quando parte la prossima metropolitana o come sarà il tempo domani. Si preoccupa di noi, ci sveglia al mattino, ci ricorda appuntamenti importanti e ci ascolta  s e m p r e. Sa tutto di noi, quando andiamo a dormire, dove siamo e quando ci fermiamo, con chi comunichiamo, chi sono i nostri migliori amici, che musica ascoltiamo e quali sono i nostri hobby. E tutto ciò di cui ha bisogno, è solo un po' di elettricità di tanto in tanto.
Quando gironzolo per il quartiere o prendo la metropolitana, osservo quasi tutti e nessuno riesce a trattenersi per più di qualche secondo senza mettere la mano in tasca con uno scatto improvviso: velocemente il telefono esce fuori, si invia un messaggio, si controlla una email, si seleziona e si riordina una foto, una breve pausa, e si ricomincia, passando velocemente delle notizie del giorno a quel che faranno oggi gli amici...?

All'ombra del Barocco

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All'ombra del Barocco

 

Cosa hanno in comune il ticket per visitare a pagamento le chiese di Lecce e lo sgombero di una Biblioteca Anarchica da uno stabile occupato da tre anni? Nulla, apparentemente. 
Invece no. Questi due atti, che sembrano scollegati tra loro, ci parlano di un cambiamento della città e del modo di viverla, un cambiamento che coinvolge tutti. Due operazioni che mirano ad attuare sempre più quel processo, conosciuto col nome di gentrificazione, teso a trasformare i centri storici in una vetrina a solo uso e consumo di ricchi fruitori; una vetrina che può essere semplicemente guardatavisitata e fruita nelle ore diurne, e consumata in quelle notturne, tramite gli innumerevoli locali in cui si sviluppa la movida. Una città che non può più, quindi, essere vissuta

Via dalla servitù

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Via dalla servitù

«Siate dunque determinati a non servire mai più e sarete liberi»
Étienne de La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria
 
 
Ecco un altro degli incontri mancati della Storia, quello fra un anarchico francese ed un filosofo tedesco. Quando Albert Libertad (1875-1908) morì, Günther Anders (1902-1992) aveva infatti solo sei anni. Entrambi scelsero uno pseudonimo, entrambi erano considerati degli irregolari nei loro stessi ambienti dove venivano guardati con un certo sospetto, entrambi si batterono contro la guerra (chi dando vita a Leghe antimilitariste e chi a movimenti antinucleari), entrambi giunsero alla conclusione — etica, prima che politica — che collaborare con il nemico significa essere corresponsabili dei suoi orrori.

Il Discorso della zanzara

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Campagna elettorale o Il Discorso della zanzara

Lu Xun
 
Il morso dei pidocchi non ha nulla di piacevole, ma quando vi succhiano il sangue almeno vanno dritti al sodo, senza perdersi in chiacchiere, il che nonostante tutto è un modo franco e diretto di fare le cose. 
Per quanto riguarda le zanzare, è un altro paio di maniche: certo, anche loro vi bucano la pelle senza pietà, solo che, prima di mordere, insistono sempre nel pronunciare un lungo discorso, il che è molto fastidioso. 
E se si dovesse scoprire che, per di più, questo discorso è una dichiarazione di tutte le buone ragioni per cui si sentono obbligate a nutrirsi del vostro sangue, sarebbe ancora più esasperante. Sono felice di non comprendere la loro lingua.

O Stato o libertà

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O Stato o libertà

Giuseppe Rensi
 
Intesa qui libertà nel significato comune politico di partecipazione al governo di tutti o dei più e di diritto di dissidenza dal governo da parte d’ogni cittadino, l’antitesi ci si presenta come segue: — O c’è libertà, e non c'è Stato; o c’è Stato e non c’è libertà. 
Il problema di fondare un buon governo, intorno al quale si sono eternamente affaticati e si affaticano politici e filosofi, è insolubile, pensava Leopardi. L'ottimo governo è introvabile, se non l’hanno trovato i greci, fa dire il France ad un suo personaggio; e si potrebbe aggiungere: se non l’hanno trovato i fiorentini. La storia politica dei quali è uno sforzo di continuo più intenso e quasi rabbioso, ma vano, per afferrare sempre più pienamente e integralmente la libertà, sforzo in cui, mentre questa non si lascia mai del tutto possedere e sempre ne rimane un residuo inattuato che richiede uno sforzo sempre nuovo, lo Stato si va sempre più dissolvendo.

Lega menzogne e violenza

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Lega menzogne e violenza

 

Che la politica di ogni colore si schieri a fianco di leghisti conservatori, reazionari, omofobi, razzisti, fascisti e infami non meraviglia. Chi difende il suo ruolo di parassita non può che essere al fianco di parassiti suoi simili, sbraitando la solita litania che ognuno deve esprimere la propria opinione poiché altrimenti si minano le basi della democrazia. Certo nessuno di essi risulta essere indignato da ciò che la politica della Lega sta portando avanti ormai da più di un ventennio e che ora che è al Governo ha la possibilità di mettere in pratica. Una politica assassina nei confronti degli stranieri rei di essere poveri o di scappare da guerre e calamità poco naturali; una politica di restaurazione dell’ordine e repressione della libertà in ogni ambito della vita quotidiana: basterebbe pensare alle parole del senatore Pillon che vorrebbe obbligare le donne a partorire per decidere di agire contro chi minaccia la libertà. 

Arriva!

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Arriva!

Arriva, la rivoluzione arriva!
Toh, ecco un’altra trovata dei pubblicitari che cercano di piazzarci il loro ultimo prodotto, come suol dirsi. Ma non questa volta. Oggi, sono smanettoni falsamente rilassati e pappagalli di Stato a suonare le loro trombe: una nuova «rivoluzione digitale» sarebbe in marcia con l'imminente arrivo del 5G. La Corea del Sud è stata la prima a inaugurare la sua commercializzazione a livello nazionale nel mese di aprile, mentre Stati Uniti, Cina e Giappone dovrebbero seguire il suo esempio nei prossimi mesi (in tale città o in tale regione), seguiti dal vecchio continente l'anno che viene.

Se la questione riguardasse il galoppante spossessamento generalizzato, la crescente derealizzazione che colpisce la sensibilità umana in profondità, il rafforzamento partecipativo delle reti di alienazione e controllo o l’inasprimento delle condizioni di sfruttamento – in breve le conseguenze sulla nostra vita di qualsiasi evoluzione tecnologica –, non ci sarebbe nulla di nuovo in questa copertura supplementare che subiremo!

Uscire dalla comunità statale

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Uscire dalla comunità statale

Gustav Landauer
 
«Chi non si trovi d’accordo con le convinzioni della Chiesa cui formalmente appartiene dalla nascita, esca da quella comunità religiosa, con la quale non ha più niente in comune; e chi non si trovi d’accordo con i principi, le decisioni e le procedure interne all’ordine statuale in cui è nato, annunci alla comunità statale la propria fuoriuscita». Ogni spirito semplice che finora non abbia dovuto occuparsi del «diritto positivo» vigente ed effettivamente dominante sugli uomini troverà questa frase logica, ragionevole e del tutto ovvia. Tuttavia, se un uomo volesse uscire da un sistema statale senza cadere in balìa di un altro, dovrebbe rifugiarsi nelle regioni del Polo Nord. E neanche lassù sarebbe al sicuro: una volta raggiunto il Polo, infatti, il primo atto degli scopritori sarebbe probabilmente quello di conficcarvi la bandiera della propria nazione dichiarando l’annessione dei territori limitrofi, nonché degli orsi bianchi e delle foche che ci abitano.

Logorrea elettorale

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Logorrea elettorale

Brand [Enrico Arrigoni]
 
Centinaia di bocche, che per mesi non hanno cessato, come vulcani, di vomitare immondizie, si sono chiuse ieri sera: la logorrea elettorale è terminata. Ieri sera ancora, in un ultimo sforzo, in un ultimo spasmo di dialettica falsa, vuota ed insulsa, attraverso mille mezzi di comunicazione, le voci rauche, le indignazioni di comodo, gli appelli, le preghiere, le minacce di ogni pretendente al potere hanno rintronato per l'ultima volta, raccomandandosi all'elettore affinché oggi si ricordasse dei suoi servizi verso la patria, dei suoi sacrifici per il popolo, e votasse per lui. E con le raccomandazioni e le preghiere perché votasse per lui volarono per l'aria i suoi ammonimenti perché l'elettore non si lasciasse accalappiare, non si lasciasse confondere, non si lasciasse traviare, non si lasciasse turlupinare dalle false promesse dell'avversario, il cui solo scopo era di carpirgli il suo voto, che, di diritto, apparteneva a lui, il solo candidato onesto, leale sincero e servizievole che lo meritasse.

Saluti ardenti

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Saluti ardenti da qualche parte

 

Pubblichiamo una lettera del compagno latitante accusato dell’incendio dell’antenna-radio della polizia a Zurigo, avvenuto l’11 luglio 2016. La lettera è apparsa sul giornale anarchico Feuer der Knästen (Fuoco alle carceri). Il compagno era entrato in clandestinità qualche ora dopo quel sabotaggio incendiario, mentre gli sbirri bussavano già alle porte dei compagni in Svizzera. Al riguardo è stata realizzata una «raccolta di testi a proposito di sabotaggio, repressione e segnali di fumo dalla clandestinità» — Silenzio radio. Attualmente un altro compagno, anch’egli accusato di quell’attacco, si trova in carcere in detenzione preventiva dalla fine di gennaio 2019.

Tartufi

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Tartufi

Ci si lamenta spesso che la diffusione delle nuove tecnologie digitali ha modificato radicalmente in peggio il comportamento umano. Sono infatti sempre più numerosi gli studi che dimostrano come l’assalto ininterrotto al cervello umano da parte di un flusso indistinto di dati, suoni ed immagini stia provocando non pochi effetti deleteri quali la disorganizzazione del pensiero, la fuga dalla realtà, il crollo dell’empatia, il narcisismo sfrenato, la riduzione del linguaggio, la diminuzione della memoria, lo stordimento della coscienza…
Circondati come siamo da orde di zombi con lo smartphone in mano che vagano senza nemmeno vedere dove stanno andando, è difficile negarlo. Ma perché non ricordare anche qualche effetto positivo di questa grande mutazione cultural-antropologica? Un esempio? La scomparsa definitiva dell’ipocrisia come categoria morale!

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