Brulotti

Nuove edizioni

Immagine
 
«Non sono mai riuscito a inchinarmi davanti a un Capo scuola o a un partito, fare numero tra la maggioranza, mentire nei giornali, frustare la lasciva Collera, accarezzare l’Intrigo dalla viscida pelle, rendere omaggio alla Parzialità guercia.
Disprezzo questi intirizziti ambiziosi che tendono ambo le mani all’operaio, si pettinano, si vestono come lui e si credono obbligati a parlare il linguaggio scurrile dei mercati. Ci si ricordi, prima di tutto, che il popolo non ama i sorrisi forzati, che non li chiede, mentre al contrario si insiste nell’offrirglieli. Ancora una volta, non vi sono commedianti sinistri e cortigiani più vili, di quelli che lisciano il pelo alle masse».
Ernest Coeurderoy
Contropelo

Noterelle su Sacco e Vanzetti

Alfredo M. Bonanno

Siamo certo molto lontani dall'epoca e dalle condizioni sociali in cui maturò la tragedia di Sacco e Vanzetti. Ma i problemi riguardanti il modo in cui reagì in quei lontani giorni il movimento di opinione democratico mondiale e il movimento anarchico internazionale, sono molto cambiati? Le contraddizioni che emersero allora, non potrebbero riemergere anche oggi? Per quali motivi? Forse per il mancato chiarimento di certi equivoci? Queste le domande che hanno generato queste modeste noterelle.

 

A me sembra che l'afflusso di personalità democratiche di ogni genere, specialmente quelle artistiche e letterarie, oltre a quelle giuridiche e accademiche, abbia contribuito molto a diffondere il "caso" Sacco e Vanzetti, abbia anche, all'epoca, contribuito ad una immensa propaganda universale, ma abbia anche abbassato il tono dello scontro che indubbiamente, in quel momento, si stava svolgendo negli USA e, più specificamente, in quel tribunale. Troppe chiacchiere, troppi pezzi teatrali, troppi giornalisti democratici, troppi uomini politici, e questo, come un filo continuo perverso, continua anche oggi con i tentativi di recupero del concorrente alla Casa Bianca Dukakis.
Ma come si può decidere diversamente? Poniamo nel caso di Piazza Fontana, si poteva mandare a quel paese l'aiuto offerto dal PCI? Se gli anarchici fanno di tutto per allargare la loro propaganda, per coinvolgere la gente, per farsi sentire da un numero quanto più vasto possibile di persone come si fa poi, quando l'occasione si presenta, a non accettare la collaborazione di forze politiche e intellettuali che si sa benissimo dove vogliono andare a parare?

Miraggi

Maledizione

Wystan Hugh Auden

 

Oscuro ed impenetrabile, Wystan Hugh Auden (1907-1973) fu negli anni 30 il maggior esponente della poesia d'avanguardia inglese.
Lasciando pure perdere il suo impegno politico nelle file dello stalinismo (che lo portò per sette settimane in Spagna all'inizio del 1937, come autista di ambulanze), è meglio ricordare la sua poesia in cui cercava di sondare l'alienazione umana nell'epoca delle metropoli moderne e della decomposizione delle strutture sociali.
Come diceva lo stesso Auden, «se si può attribuire alla poesia o ad altra forma d'arte un qualche scopo, essa ha quello di disincantare e disintossicare...».

Brulotti

Siamo malfattori!

Emilio Covelli

Per i nostri padroni dal ventre pieno e dal bastone del comando, l’ordine esistente è legge, giustizia e morale. Ma quest’ordine è per noi la più crudele oppressione ed il più spietato sfruttamento; noi non possiamo rispettarlo quest’ordine, dobbiamo combatterlo, contravvenire e rivoltarci ad esso, studiare ed attuare tutti i modi per abbatterlo e distruggerlo per sempre; dunque dobbiamo essere malfattori.
Vi è una minoranza che con la violenza ha perpetrato il più terribile e crudele misfatto, con la violenza le ha dato la sanzione legale e con la violenza ne perpetra ogni giorno il suo rinnovamento in progressione infinitamente moltiplicata. Questa minoranza che ha spogliato la maggioranza di ogni bene e col coltello della fame alla gola continua a sfruttarla e ad opprimerla, ricattandone la sua forza di lavoro per un tozzo di pane tanto più meschino tanto più grande è la fame.

Contropelo

Introduzione al Millenarismo

Georges Lapierre

La veemente fuga dal mondo sulle vie di Compostela, il rifugio della preghiera, l’asilo della Chiesa, l’oasi di grazia della vita monacale non sono stati, per fortuna, i soli slanci degli uomini del Medio Evo verso la salvezza della vita eterna. Un’altra corrente, altrettanto potente, ha trascinato molti di loro verso un altro desiderio: la realizzazione sulla terra del paradiso, il ritorno all’età dell’oro. È questa la corrente del millenarismo, il sogno di un Millennio, mille anni di felicità, come a dire l’eternità instaurata, o piuttosto restaurata, sulla terra.
Contrariamente ai loro contemporanei, i millenaristi non hanno scambiato i propri sogni con la realtà, volendo realizzarli, cosa ben diversa e altrimenti spirituale: godere infine della ricchezza infinita dello Spirito. Al vile abbandono, hanno opposto il rifiuto, l’insurrezione, la rivoluzione.

Brulotti

Straniera

Ersilia Cavedagni

Ho traversato l'Oceano; e allontanandomi dalla terra dove gli esseri sono separati dalle sciocche divisioni di frontiere, di Stati, di rivalità, di tradizioni di odio, ebbi per un istante l'illusione che là, in mezzo al mare, su quel naviglio perduto nell'immensità dell'Oceano, fra i pochi esseri ivi raccolti da un destino quasi per tutti comune, fossero cessate le maledette vibrazioni di quel sentimento nefasto che si chiama patriottico.
Povera illusione la mia! E ben presto ne feci l'esperienza a mie spese.
Quando la necessità dell'avvicinamento ebbe fatto noto a quegli emigranti uomini e donne, per lo più scandinavi, irlandesi, inglesi, che io ero una straniera, e la mia lingua era diversa dalla loro, e il mio vestito pure, e tutte le mie abitudini infine, quando essi seppero che io ero una figlia della disgraziata terra d'Italia...

Contropelo

Lo Stato e l'orrore

Philippe Godard / Jean-Louis Becker
 

«C’è un cammino verso la libertà; le sue pietre miliari si chiamano: obbedienza, assiduità, onestà, ordine, pulizia, sobrietà, franchezza, senso del sacrificio e amore per la patria».
Questo è l’asse dell’ordine SS nei campi di lavoro e di sterminio, enunciato senza dubbio dallo stesso Himmler. Al di là del cinismo dei carnefici SS che trapela da queste parole, c’è lo smarrimento provocato dall’enunciazione di questi “valori” che guidano sul “cammino della libertà”, che sono poi quelli di ogni Stato, compreso quello democratico. Allora, abbasso tutti i valori.

L'autorità dello Stato poggia fra le altre cose su un modo di produzione gerarchico e complesso, oltre che su un apparato di alienazione e di dominio multiforme, uno dei cui aspetti è l’utilizzo dell’orrore.

Brulotti

Avalanche

È il punto zero di un nuovo progetto. Dalle prime tipografie clandestine e dagli opuscoli che passavano di mano in mano sottobanco fino ai tavolini con la stampa all'uscita della metro o nei circoli anarchici: gli anarchici si sono sempre appropriati di strumenti per alimentare, col dibattito e l'azione sovversivi, le idee antiautoritarie e le lotte. È in tal senso che questa pubblicazione vuole anche essere un mezzo, in particolare nel fornire uno spazio per stimolare il dibattito internazionale fra anarchici. Ecco perché queste pagine faranno posto soprattutto a lotte il cui fine sia anarchico: a lotte autonome, dirette e autorganizzate; a lotte miranti alla distruzione del potere in tutte le sue forme; a lotte presenti, passate e future.

Brulotti

I maestri non amano i bambini

Henri Roorda

La vita può continuare a lungo anche in condizioni molto sfavorevoli. Dopo settimane di siccità si vedono a volte spuntare dalle spaccature di un vecchio muro delle sorprendenti pianticelle, quasi rigogliose, nelle quali la pietra avara, dove cercano nutrimento, non è riuscita a soffocare l’ostinata voglia di vivere. Circa dieci anni fa incontravo spesso un disgraziato vecchio che ogni giorno, al momento propizio, andava a rovistare fra i bidoni dei rifiuti nei quartieri abitati da qualche prodigo borghese. Miseria e ubriachezza avevano ridotto quell’essere a una barcollante rovina. Ebbene, quell’uomo non è ancora morto. L’ho rivisto ieri: forse un po’ più malfermo nel passo, il poveraccio si dirigeva verso i suoi bidoni.
Queste tenaci piantine, quell’alcolizzato e tanti altri organismi parzialmente distrutti la cui caparbia volontà è di sopravvivere, danno ragione a quel padre di famiglia il quale, parlandomi della scuola insoddisfacente dove era stato costretto ad inviare il figlio, concludeva dicendo: «Nemmeno io ho avuto un trattamento migliore: ma non morirà per questo».

Miraggi

Dell’irrealismo

Georges Henein

una constatazione estremamente elementare s’impone
niente è inutile quanto il reale
una seconda constatazione
reale è solo ciò che ammettiamo tale
una terza constatazione
il reale è alla portata di tutti
il suo valore deve essere diviso per il numero di individui

Brulotti

Stuprati dalla politica...

Delle due l’una.
O i centri sociali sono spazi strappati al controllo del dominio attraverso una pratica alegale quale l’occupazione, aventi lo scopo di diffondere attraverso le varie iniziative che vi vengono organizzate il virus della rivolta e dell’autogestione della lotta; oppure sono punti di aggregazione giovanile, occupati solo per sveltire la burocrazia delle amministrazioni locali e aventi come fine quello di contenere, circoscrivere e sublimare il disagio sociale attraverso delle attività culturali e politiche. I fatti sembrano dimostrare che oggi un sempre minor numero di questi luoghi rientra nella prima ipotesi, mentre sono in molti ad aver imboccato la strada del dialogo con le istituzioni e dell’accomodamento politico.

Brulotti

Abbasso le prigioni, tutte le prigioni!

Lotta contro la costruzione di una maxi prigione a Bruxelles

Lo Stato Belga prevede la costruzione di tredici nuove prigioni, come risposta ad anni agitati da rivolte ed evasioni. La più grande dovrebbe realizzarsi a Bruxelles, questa capitale d’Europa in piena pianificazione per renderla più gradevole agli eurocrati e agli amanti del Capitale. Tutto ciò va di pari passo con una “securizzazione” che rende tutti coloro che vivono in fondo alla società sempre più marginalizzati e prigionieri in un campo a cielo aperto.

Contropelo

Appendice a un dibattito abortito sull'anonimato e l'attacco

Il dibattito è l'esplorazione approfondita di un argomento attraverso il confronto tra due o più parti, ciascuna delle quali con una propria posizione. Contrariamente a chi pensa che i dibattiti vadano evitati per non provocare divisioni, noi pensiamo che vadano alimentati. Perché lo scopo di un dibattito non è quello di decretare un vincitore davanti a cui genuflettersi, bensì di arricchire la consapevolezza di ognuno. I dibattiti precisano le idee. L'enunciazione e la contrapposizione di idee diverse – questo è un dibattito! – ne chiarisce i punti oscuri e ne indica i punti deboli. Cosa che serve a tutti, nessuno escluso. Serve a ciascuna delle parti in causa che partecipa al dibattito, al fine di affinare, correggere o rafforzare le proprie idee. E serve a chiunque assista al dibattito, che stabilirà da che parte stare (quale che sia, l'una, o l'altra, o nessuna delle parti in discussione).
La storia del movimento anarchico è costellata di dibattiti. Tutti utili, anche se talvolta dolorosi. Purtroppo essa è piena anche di dibattiti mancati, di idee diverse mai messe a confronto, lasciando ciascuno nelle proprie certezze (o dubbi) iniziali. Meglio così, perché in questo modo si sono evitate sterili polemiche? A nostro avviso, no; peggio così, perché in questo modo si sono impedite fertili discussioni.

Brulotti

Per una pratica di situazione... abbasso l'astensionismo!

Cari compagni,
è con forte emozione che stiamo assistendo alla fin troppo rinviata messa in discussione di metodi e prospettive in uso da tempo immemore all'interno del movimento anarchico, e che ormai emanano un fetore di chiuso e di stantio. Pratiche e linguaggi considerati consolidati, come quelli legati all'azione individuale, vengono messi da parte per via della loro inanità. E ben altre pratiche e altri linguaggi – un tempo inaccettabili per il loro significato – sono finalmente accolti in virtù delle loro attuali potenzialità di successo pratico. La cosa sta destando un certo scalpore, del resto prevedibile, solo fra i soliti pochi marginali tetragoni ad ogni cambiamento. Ovviamente il censimento di coloro che amano barricarsi nella propria torre d'avorio per non farsi sfiorare dagli spifferi della realtà non è molto utile... ma il vostro atteggiamento ha ben altra portata. È un attacco a dogmi e tabù. State quindi agendo da sovversivi coscienti e strategici, nauseati dai regolamenti disciplinari e desiderosi di scuotere l’ammuffito movimento. Bravi.

Brecce

La leggenda del Giubileo

Peter Linebaugh

Etimologicamente, giubileo deriva da yobel, parola ebraica che significa «corno del capro».
Fin da subito è stato associato alla musica — un corno, una cornetta, una tromba — e successivamente al canto. Il corno discende dal cornu del pastore; la tromba e la trombetta dalla buccina del soldato romano; questi corni sono strumenti di incontro e di militanza. Nelle Indie occidentali e nelle isole dei Mari del Sud la conchiglia a spirale emette un suono molto esteso. Era usata dai Tritoni dell’antica mitologia, e dagli schiavi haitiani il 21 agosto 1791 come richiamo alla guerra di liberazione nella prima vittoriosa rivolta di schiavi della storia moderna. La prima cosa a proposito del giubileo, quindi, è che si ascolta.
«Il dieci del settimo mese, farai echeggiare un suon di tromba. È il giorno dell’espiazione e in quello farete udir la tromba per tutto il vostro paese. Voi santificherete il cinquantesimo anno e proclamerete la libertà nel paese per tutti i suoi abitanti». (Levitico 25:9-10)

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